Posts contrassegnato dai tag ‘torino’

IMG_0723Dalla strada ai festival, dai lavori solitari alla collettiva d’arte Rabbit Eye Movement, alle crew internazionali di graffiti The Lords e The Weird Crew. Da 10 anni, lo street artist e illustratore di graffiti austriaco Nychos lascia il suo segno indelebile sulla scena internazionale.

Solo recentemente ha deciso di entrare in galleria e la personale “Pallis Os Omentum”, alla GaloArtGallery di via Saluzzo 11/g fino al 18 maggio scorso, è stato uno dei suoi primi show del 2013.

Carta, tela, la parete d’ingresso, diversi supporti accolgono i tipici personaggi di Nychos, ispirati da figure dei fumetti, con influssi horror e splatter. Tutti proposti attraverso la sua caratteristica reinterpretazione della dissezione anatomica dei soggetti, tratteggiata con linee ultra colorate.

 

frontedefinitivoQuali sono le ricerche più frequenti su Google degli utenti di Internet? Rifiuti, calamità naturali, violenze sociali, pornografia, oggetti bizzarri che popolano il nostro mondo.

Alessandro Caligaris si è dedicato a una ricerca, non scientifica, ma molto attenta, sui principali trend di ricerca, per estrarre dal web immagini simbolo dei temi più cliccati.

Da Tiger ha comprato album per disegno incorniciati e li ha utilizzati per riprodurre, rielaborandole, alcune centinaia delle immagini selezionate.

retrodefinitivoNasce così la personale “Collection on Demand“, che inaugura venerdì 10 maggio alle 18 negli spazi di Square 23, in via San Massimo 45.

Centinaia di schizzi incollati alle pareti, pezzi unici, in vendita a costi decisamente contenuti, per rendere l’arte accessibile anche in tempi di crisi.

Bozzetti che diventano lo spunto per opere “on demand”. Sarà infatti possibile chiedere la riproduzione dell’opera preferita in diversi formati. Anche in forma di puzzle.

Attraverso i codici QR che costelleranno le pareti della galleria sarà inoltre possibile accede a una serie di contenuti multimediali attraverso il sito di Alessandro Caligaris.

border-land-entrataDopo l’avventura di BorderLand, che ha visto la riqualificazione sociale ed estetica dell’ex zoo comunale di Torino, durata due stagioni e culminata nell’esperienza di SAM (Street Art Museum), l’associazione BorderGate, già da alcuni anni attiva nel campo della promozione della musica e dell’arte libera, è pronta a riproporre l’esperimento  in altri spazi urbani destinati all’abbandono e al degrado.

SAM 2012

IMG_5864 copiaOltre 60 street artist italiani e stranieri hanno riqualificato con i loro interventi il centralissimo Parco Michelotti, dove buona parte degli edifici fatiscenti sono stati esteticamente recuperati e oggi fanno parte di un percorso artistico immerso nel verde del parco. Per tutta la stagione estiva le opere d’arte hanno fatto da scenografia per spettacoli teatrali e attività culturali, e agli eventi di live painting hanno fatto seguito serate di musica live e dj-set a cura di Border Radio, la web radio gestita dall’associazione.

Ora i volontari di BorderGate sono pronti a riproporre questo modello autosostenibile di riqualificazione urbana, riadattandolo ad altri contesti attraverso nuove esperienze di street art sociale ed indipendente.

SAM 2013

book-facsimile2E’ in corso la raccolta dei fondi necessari alla realizzazione di SAM013 tramite una campagna di crowd funding che ha l’obiettivo di finanziare la seconda tappa di SAM attraverso la vendita del SAM’s book, un volume che racchiude in 126 pagine le immagini e i testi dell’esperienza SAM Torino.

Si può contribuire con offerte che variano da 5 a 500 euro; in cambio una copia del volume, oltre che la possibilità di contribuire a dar vita al secondo capitolo di SAM.

Il libro

A4Il primo evento di KNZ Creative Studio dell’anno 2013 vede in scena la coppia Vesod e Rems182.
Due artisti torinesi che daranno vita ad un evento unico: per la prima volta infatti, lo spazio espositivo non sarà gestito in maniera singola da ogni artista. I due dovranno condividere lo spazio per realizzare un’opera a quattro mani: “Vogliamo creare il “Frankenstein”, l’opera perfetta, la nuova era…”, spiegano i KNZ.

Vesod_TW15TVesod nasce nel 1981 a Torino, vive e lavora a Venaria Reale.
Writer dal 1998, dipinge graffiti in Italia e all’estero partecipando ai più importanti eventi del settore, come il Picturin Festival ed il Meeting of Styles.
Dopo aver conseguito la laurea in Matematica, sceglie di intraprendere in modo definitivo la carriera artistica. Segnato dalle opere del padre Dovilio, si avvicina alla tela conciliando diversi mezzi, come lo spray e l’olio. La sua prima personale si è svolta nel 2011 con il titolo “Distopia”. Nel luglio 2012 partecipa a “Beyond the city walls 2012”, mostra collettiva presso il Castello Orsini di Soriano del Cimino (VT) che raccoglie le opere di alcuni tra i migliori artisti contemporanei della Street Art internazionale.

Rems182_'Corn',-acrylic-and-spraypaint-on-wall,-400x300cm_2012Rems182 nasce a Torino nel 1982; pittore, illustratore, graphic designer e aerosol artist.
Avvicinatosi in adolescenza all’areosol art, decide di intraprendere studi artistici presso l’Accademia Albertina di belle Arti di Torino, sviluppando un personale linguaggio pittorico, che si traduce in ritratti e teschi dipinti su carta, tela o muro, sempre di grandi dimensioni e dipinti con una tecnica che comprende l’uso di olio, spray, acrilico e smalti. Parallelamente alla formazione accademica diventa co-fondatore del collettivo artistico Truly Design, con cui approfondisce un percorso legato ai graffiti, portando il gruppo a collocarsi fra i più noti in Italia.

Appuntamento il 16 febbraio 2013 a partire dalle ore 16 negli spazi di Konsequenz Graffiti Shop, in via dei Quartieri 10/A.

Alcuni immagini dell’inaugurazione di “Cemento“, la personale degli Urbansolid a Square23 (via San Massimo 45), fino al 24 febbraio.

Questa presentazione richiede JavaScript.

DSCN3288Uno sorride beffardo, l’altro ha un naso da clown. E poi c’è quello che stringe tra i denti una presa per l’elettricità. Sono i volti che da due giorni si affacciano lungo la scalinata della stazione Nizza della metropolitana.

L’installazione porta la firma Urbansolid, duo di street artist milanesi, che ha introdotto la tridmensionalità nell’arte urbana, passando dal graffito all’altorilievo. A Torino per la personale “Cemento”, che inaugura oggi pomeriggio (mercoledì 30 gennaio) alle 18 nella galleria Square 23, di via San Massimo 45, i due hanno colto al volo la possibilità di lasciare una firma in città. L’occasione è stata offerta dal progetto NizzArt, ideato dall’associazione URBE, in collaborazione con Torino True e col sostegno della Circoscrizione 8, mirato alla riqualificazione artistica di via Nizza. Dopo i primi interventi realizzati intorno a via Lugaro, col sostegno della “Stampa”, firmati da Agostino Iacurci, Moneyless e BR1, il progetto continua a crescere. E scende nell’underground torinese, che da semplice luogo di transito si trasforma in spazio espositivo. Come avviene nelle grandi capitali europee, da Londra a Berlino.

DSCN3296I viaggiatori che ogni giorno riemergono dal ventre della metropolitana in piazza Nizza, avranno la possibilità di incrociare volti nuovi. Quelli realizzati con calchi in gesso dagli Urbansolid. “Cerchiamo di metterci un po’ di ironia, senza rinunciare al messaggio – spiegano i due artisti –. Tutto è iniziato al Salone del Mobile di Milano nel 2010: in occasione del fuori-salone abbiamo installato una serie di teste che emergevano dal pavimento, tappandosi il naso in segno di protesta. A terra però erano poco visibili e troppo facili da portare via, così abbiamo introdotto la variante sul muro”. Messaggi diretti, che uscendo dalla parete vanno incontro ai passanti, invadendo in maniera ancora più audace lo spazio urbano.

In attesa di veder germogliare altre loro opere in città, la mostra curata da Giovanna Lacedra è un’ottima occasione per apprezzare il percorso artistico degli Urbansolid. Percorso che parte proprio dal “cemento” del titolo: è da lì che sbocciano e si affacciano le loro provocazioni, a metà strada tra lo spazio e la parete.

ozmo fishStili completamente differenti, ma grande stima reciproca. Nasce da questi presupposti l’alchimia artistica tra il pisano  Gionata Gesi aka Ozmo e il newyorkese trapiantato a San Francisco Jeremy Fish. Dall’incontro dei loro lavori nasce l’esposizione “From Lines To Shadows”, alla Galo Art Gallery fino al 26 gennaio. Disegni, serigrafie, grandi e piccole tele raccontano questi due mondi: da una parte i personaggi e gli animali grotteschi di Jeremy Fish, dall’altra i lavori dal forte impatto visivo, densi di messaggi, di uno delgi artisti che ha contribuito a gettar ele basi di quella che sarebbe poi diventata la street art italiana.

L’Italia giusta” afferma Bersani dai pannelli pubblicitari sparsi per la città.

BR1 l'italia giusta- low3 - web

L’Italia giusta?” si chiede, di rimando, BR1.

Torino, gennaio 2013.
Intervento su manifesto pubblicitario con carta.

artissima vendutaDopo due anni di scorribande fiorentine, Spam approda a Torino – dove ha già lasciato il segno nei gironi di Artissima.

 

Con l’inizio di dicembre avrà/anno modo di presentarsi.

Il 1° dicembre attraverso “TUTTO CIO’ CHE SAI E’ FALSO“, il primo libro di SPAM autoprodotto (250 pagine 400 immagini a colori), scaricabile online, GRATIS.

tutto ciò che sai è falsoCliccando qui.

Il 5 dicembre, dalle 19, sarà tra i 100 artisti, che animeranno la VI edizione di Across Rewriting.

E ovviamente, occhi aperti, in cerca del segno di Spam in giro per la città.

 

 

Si muove sul sottile confine tra legalità – sfidandone il concetto e ridefinendola di volta in volta – e libertà – d’azione e d’espressione.

Clet Abraham non è partito dalla “strada” e forse non ha nemmeno scelto la “strada”. Si potrebbe dire che è stato trovato dalla strada e dai cartelli segnaletici, presenza ingombrante nelle città, “colonnelli dei tuoi movimenti attraverso un linguaggio che ci standardizza”.

I cartelli rappresentano l’autorità. Obbighi e divieti.

Clet, affascinato dai colori e dalla luce del vinile dei cartelli, ha deciso di sostituirli alla tela per andare incontro alle persone e interagire con il loro significato, imperativo e costrittivo.

Con la sua opera cerca di renderli meno banali, infondendo vita nell’omino nero – l’“uomo comune” – che vive racchiuso nel limitato e limitante spazio del cartello.

Tutto ebbe inizio nel 2009, col Cristo crocifisso sul segnale a “T” della strada senza uscita. Da allora l’interazione di Clet con la segnaletica stradale si è mossa principalmente in tre direzioni.

Attraverso la Passione, rivisitata sempre sul segnale di strada senza uscita; gli angeli e i demoni sugli obblighi di direzione; o la mano divina che fuoriesce dalle nuvole indicando implacabile i bambini, che corrono sul segnale di pericolo che si trova solitamente nei pressi delle scuole, ha sviluppato una serie di suggestioni legate al tema della spiritualità. Semplificandola dai dogmatisti e portandola in strada. Tra i passanti. E gli automobilisti.

Partendo dall’omino nero che rimuove (o sega) il segnale di divieto, si sviluppa poi la riflessione dell’artista sui temi della libertà e della legalità. “I cartelli stradali sono imposizione delle istituzioni, più ce ne sono più marcano il territorio”. Altri spunti di riflessione sul tema sono offerti dalla cintura che slacciandosi scioglie il divieto di sosta, la palla al piede aggiunta all’omino dei lavori in corso o la nave che affonda, trascinata dall’ancora dell’obbligo di direzione.

C’è poi una terza zona meno definibile di lavori, solo all’apparenza più leggeri e giocosi. L’uomo comune alla guida del divieto d’accesso; l’uomo vitruviano imprigionato nel segnale di divieto, la freccia che trafigge il cuore o la moneta da un euro. E tra queste, anche le opere pensate per le città che le ospitano. L’uomo comune che disvela il velo della Sindone a Torino, la Tour Eiffel che si innesta sul divieto di svolta a Parigi, o ancora la Union Jack che emerge a Londra dal divieto di sosta.

Nel gennaio 2011 l’“uomo comune” vive un’evoluzione/rivoluzione fondamentale. Si libera definitivamente dei limiti imposti dai cartelli, diventa scultura (a dimensione umana) e passeggia sul Ponte alle Grazie di Firenze. Per sette giorni, prima di essere rimosso.

A Torino Clet, per dare nuovamente tridimensionalità al suo personaggio, torna alla genesi del suo lavoro in strada, trasformando in scultura la Crocifissione sul segnale di strada senza uscita.