Martedì 6 dicembre, dalle 18,30 circa, nella vetrina di Amantes, in via Principe Amedeo 38/a, ha inaugurato la collettiva Across Rewriting, giunta alla sua quinta edizione.
Nel video sottostante le opere degli 86 artisti partecipanti.
“Un modo per recuperare il tempo perduto”. Spiega così il senso di Lastvagito, Roberto Tos di Amantes, lontano dal suo locale e dalla scena street per alcuni mesi causa infortunio: “Non sono riuscito nemmeno a passare in via Foggia… Mi sono perso anche Rewriting, la mia creatura. E allora ho deciso di regalarmi uno sguardo su quello che sta capitando tra street art e graffiti a Torino. Partendo da i numerosi artisti che hanno partecipato ad Across Rewriting, ho deciso di dar vita a piccole e brevi personali”.
Il via martedì 13 settembre con le donne velate di Br1. Cinque giorni in vetrina, poi si cambia allestimento.
Ieri (martedì 20) inaugurazione del secondo appuntamento: protagonista NOx e la sua passione/ossessione per lo scorrere del tempo, imprigionato e inarrestabile nelle sue clessidre alate. Lastvagito diventa inoltre l’occasione per vedere le opere che NOx ha esposto quest’estate a Fenestrelle in occasione dello Speak Festival.
In attesa di vedere le sue opere su schermi ben più grandi (!), una visita virtuale nella vetrina di Amantes:
LASTVAGITO 2011
13 settembre – BR1
20 settembre – NOx
27 settembre – XEL
4 ottobre – Tonichina
11 ottobre – Halo Halo
Tra i 60 artisti che hanno contribuito alla realizzazione del “muro” di 55 metri di Rewriting ci sono anche i Dott. Porka’s P-Proy, trio di fratelli attivo dal 2002. Il collettivo, o “(s)collettivo”, come preferiscono definirsi, concepisce la strada come un palcoscenico di idee, i loro interventi trascendono l’aspetto artistico e sono inscindibili dall’impegno sociale e “politico”: azioni di denuncia, incursioni mascherate, fino al loro marchio di fabbrica: le street-photo performance.
Come scrivono i Porka’s nel loro manifesto, arte e vita non sono scindibili, né musealizzabili; i Porka’s rifiutano l’idea di una vita museificata. Il loro fine non è la creazione di un prodotto mercificabile o in grado di vivere di vita propria in uno spazio museale: la street-photo performance vive e si esaurisce come atto creativo solo negli spazi in cui ha luogo.
Col nuovo millennio, Torino registra un’esplosione di eventi e appuntamenti dedicati alla street art.
Nel 1999 inaugura “Murarte”; nel 2002 è la volta di “Street Attitudes” – la convention internazionale di graffiti che ha portato sotto la Mole in sei edizioni oltre 300 writers a dipingere muri per una superficie superiore ad un campo da calcio –; nel 2006 debutta “Rewriting”, progetto mirato a dare visibilità al fenomeno graffiti/street art, nato da un’idea di Roberto Tos, del Circolo Culturale Amantes, sbocciata quasi per caso, proprio a ridosso dei XX Giochi olimpici invernali di Torino.
Per vedere coi propri occhi com’è andata la V edizione di Rewriting basta cliccare qui, qui e qui (video realizzato da Davide Fasolo).