Clet ha lasciato il segno lungo la strada che portava dalla stazione Lingotto della metropolitana all’ex MOI, sede di Paratissima.
Clet ha lasciato il segno lungo la strada che portava dalla stazione Lingotto della metropolitana all’ex MOI, sede di Paratissima.
Venerdì 9 ottobre 2012
Ore 21,30
Paratissima 12 – stand A12
Clet Abraham - perfromance “La Crocifissione” live. Ecco come è andata:
Music: “Dream” by Journey
Dalla stazione Lingotto della metropolitana all’ex MOI – sede di Paratissima 12 – il cammino è segnato dalle “frecce con polsino” di Clet Abraham. Perdersi è impossibile, non vi potete sbagliare.
Dunque, non ci sono scuse per perdersi la performance di Clet, questa sera (venerdì 9/11) alle 21,30, nello stand A12: la Crocifissione live.
Segui le frecce:
Si muove sul sottile confine tra legalità – sfidandone il concetto e ridefinendola di volta in volta – e libertà – d’azione e d’espressione.
Clet Abraham non è partito dalla “strada” e forse non ha nemmeno scelto la “strada”. Si potrebbe dire che è stato trovato dalla strada e dai cartelli segnaletici, presenza ingombrante nelle città, “colonnelli dei tuoi movimenti attraverso un linguaggio che ci standardizza”.
I cartelli rappresentano l’autorità. Obbighi e divieti.
Clet, affascinato dai colori e dalla luce del vinile dei cartelli, ha deciso di sostituirli alla tela per andare incontro alle persone e interagire con il loro significato, imperativo e costrittivo.
Con la sua opera cerca di renderli meno banali, infondendo vita nell’omino nero – l’“uomo comune” – che vive racchiuso nel limitato e limitante spazio del cartello.
Tutto ebbe inizio nel 2009, col Cristo crocifisso sul segnale a “T” della strada senza uscita. Da allora l’interazione di Clet con la segnaletica stradale si è mossa principalmente in tre direzioni.
Attraverso la Passione, rivisitata sempre sul segnale di strada senza uscita; gli angeli e i demoni sugli obblighi di direzione; o la mano divina che fuoriesce dalle nuvole indicando implacabile i bambini, che corrono sul segnale di pericolo che si trova solitamente nei pressi delle scuole, ha sviluppato una serie di suggestioni legate al tema della spiritualità. Semplificandola dai dogmatisti e portandola in strada. Tra i passanti. E gli automobilisti.
Partendo dall’omino nero che rimuove (o sega) il segnale di divieto, si sviluppa poi la riflessione dell’artista sui temi della libertà e della legalità. “I cartelli stradali sono imposizione delle istituzioni, più ce ne sono più marcano il territorio”. Altri spunti di riflessione sul tema sono offerti dalla cintura che slacciandosi scioglie il divieto di sosta, la palla al piede aggiunta all’omino dei lavori in corso o la nave che affonda, trascinata dall’ancora dell’obbligo di direzione.
C’è poi una terza zona meno definibile di lavori, solo all’apparenza più leggeri e giocosi. L’uomo comune alla guida del divieto d’accesso; l’uomo vitruviano imprigionato nel segnale di divieto, la freccia che trafigge il cuore o la moneta da un euro. E tra queste, anche le opere pensate per le città che le ospitano. L’uomo comune che disvela il velo della Sindone a Torino, la Tour Eiffel che si innesta sul divieto di svolta a Parigi, o ancora la Union Jack che emerge a Londra dal divieto di sosta.
Nel gennaio 2011 l’“uomo comune” vive un’evoluzione/rivoluzione fondamentale. Si libera definitivamente dei limiti imposti dai cartelli, diventa scultura (a dimensione umana) e passeggia sul Ponte alle Grazie di Firenze. Per sette giorni, prima di essere rimosso.
A Torino Clet, per dare nuovamente tridimensionalità al suo personaggio, torna alla genesi del suo lavoro in strada, trasformando in scultura la Crocifissione sul segnale di strada senza uscita.
Vista l’abbondanza di girato in occasione del Graffiti Contest “cARTelli immobiliari – Street Art Edition“, che si è tenuto nell’ambito di Paratissima, venerdì 4 novembre 2011, in piazza Madama Cristina, ecco un secondo video di quella splendida serata.
In questa seconda parte si vedono anche all’opera i giurati Galo e Wens.
Piazza Madama Cristina (Torino) – venerdì 4 novembre 2011 – ore 20 – 24 (Paratissima 2011)
Sono 35 gli artisti che questa sera si cimenteranno nel Graffiti Contest “cARTelli immobiliari – Street Art Edition”.
Dalle 20 alle 24, in piazza Madama Cristina (sotto la copertura del mercato, in barba al maltempo), si potrà assistere al Live Painting su pannelli di compensato 50 x 50 cm: tema libero, tecnica libera.
Ecco l’elenco completo degli artisti:
01.Gianbattista Leoni
02.Giuseppe Berardi
03.Luca Capoccia
04.Riccardo Attanasio
05.Sebastiano Segala
Quattro giovani leve che gravita attorno al Circolo Gnam di Pinerolo:
06.Marco
07.Stefano
08.Alberto
09.Valentina
Accompagnati da
10.Elisabetta Percivati
11.Mirko Dadich
12.Davide Cammarata
13.Emanuele Borello
Il gruppo di Square23:
14.Davide Loritano
15.Sergio Luongo
16.Luca Cristiano
17.Luigi Letaz
18.Ruggero Bastita
19.Francesco Nox
20.Antonio Troia Pizzolato
21.Lu Chiuto Caruso
22.Davide Deusebio
23.Dario Deusebio
24.Giovanni Papini
25.Fabrizio Soleri
26.Xel
27.Marco Ritella
28.Giovanni Micelli
29.Arturo Bermudo
30.Erika Riehle
31.Riccardo Fragiacomo
32.Halo Halo
33.Matteo Colaianni
34.Andrea Di Martino
35.Emanuele Garibotti
Quelli riportati saranno anche i numeri, che apposti sulle “griglie” in piazza, vi permetteranno di individuare ogni artista, durante la performance.
[N.d.A. L'assegnazione dei numeri è stata dettata dall'ordine assolutamente casuale in cui sono state raccolte le iscrizioni]
Le opere realizzata in piazza Madama Cristina saranno esposte in via Silvio Pellico 7/bis fino a domenica, quando in occasione della cerimonia di chiusura di Paratissima (di nuovo in piazza Madama Cristina) verrà annunciato il nome del vincitore del contest.
Ha segnato e contribuito a scrivere la storia della scena torinese. Diversi pseudonimi, molte crew, un legame a 360 gradi con la “strada”.
Wens (o Spider) – con nostro grande piacere – sarà uno dei giurati del Graffiti Contest “cARTelli immobiliari – Street Art Edition” organizzato nei giorni di Paratissima, in collaborazione con Konsequenz Graffiti Shop (e col sostegno di Rocca Immobili).
Vi proponiamo una “chiacchierata” via mail, per ripercorre brevemente, più di 20 anni di attività…
Street ArTO: Partiamo dall’inizio. Ti ricordi il tuo primo muro?
Wens: Si, era la fine degli anni 80. Andai in una ferramenta e comperai delle Duplicolor da carrozziere. Era la prima volta che dipingevo e rimasi scioccato del costo elevato delle bombolette. Tipo quattromila lire a spray da 250ml… ma non sapevo ancora dell’esistenza di marche fatte apposta per fare graffiti. Comunque disegnai un muro di contenimento della ferrovia nei pressi di Collegno.
Street ArTO: Com’era allora la scena torinese?
Wens: Io ero appassionato dello sk8bording o comunque degli sport su ruote, passavo spesso dal Regio perché frequentavo gli sk8er che stavano lì. Poi nei primi anni 90 mi avvicinai anche al mondo dei breakers e così conobbi altri ragazzi che avevano come me l’ hobby dei graffiti. Non credevo che ci fosse una comunità o una sottocultura dei graffiti, pensavo che fosse un’ arte a sè stante invece scoprii il suo legame alla cultura hiphop. Da lì frequentai assiduamente anche i breakers e la vecchia scuola dell’ hiphop torinese e formai la mia prima crew con altri writers dell’ epoca.
Street ArTO: Nel 1997 assieme a Reser e Sir two fondi il The Original Team. Com’è nato e come si è sviluppato il progetto?
Wens: Di quel periodo ho solo dei gran bei ricordi. Io e Reser eravamo già in un gruppo che spingeva tantissimo i graffiti nella loro forma madre ed eravamo amici di Sirtwo che in quel periodo lavorava a Torino. Così ci venne in mente di fondere idee ed energie in progetto nuovo ed ancora più interessante, reclutare i migliori e più caldi del epoca in un solo Team. Il resto è storia.
Street ArTO: Come vedi iniziative come Murarte? È possibile un dialogo con le istituzioni?
Wens: All’inizio è stato tutto un po’ contraddittorio il mio rapporto con le istituzioni perchè mi interessavano solo gli spazi per poter dipingere e non il lavoro concettuale di sdoganamento del writing dal vandalismo. Con il tempo e con un pò di maturità in più sono riuscito a capirne anche l’importanza sociale. Inoltre credo che molti ragazzi non legati a certe modalità della vita notturna potrebbero comunque condividere la passione dei graffiti legalmente.
Street ArTO: Soprattutto negli ultimi anni si è accentuata la distinzione tra writers e street artists. Qual è il tuo punto di vista?
Wens: Io penso che ci siano molte differenze ma anche molte similitudini tra le due forme artistiche. Diciamo che come sempre il dialogo tra le due culture può contribuire a far nascere delle belle collaborazioni.
Street ArTO: Che idea ti sei fatto della scena torinese attuale? Mi sembra che il fenomeno street art stia crescendo, ma allo stesso tempo si sta trasformando. Per semplificare: si sposta in altri luoghi ed è sempre meno presente nelle strade…
Wens: Credo che certi passaggi ed evoluzioni siano un fatto quasi fisiologico. Come per i graffiti degli anni novanta. C’erano piu treni e trowups, ora i poster o gli interventi si spostano più in ex fabbriche dove le fotografie danno piu forza alle opere degli streetartisti.