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IMG_0723Dalla strada ai festival, dai lavori solitari alla collettiva d’arte Rabbit Eye Movement, alle crew internazionali di graffiti The Lords e The Weird Crew. Da 10 anni, lo street artist e illustratore di graffiti austriaco Nychos lascia il suo segno indelebile sulla scena internazionale.

Solo recentemente ha deciso di entrare in galleria e la personale “Pallis Os Omentum”, alla GaloArtGallery di via Saluzzo 11/g fino al 18 maggio scorso, è stato uno dei suoi primi show del 2013.

Carta, tela, la parete d’ingresso, diversi supporti accolgono i tipici personaggi di Nychos, ispirati da figure dei fumetti, con influssi horror e splatter. Tutti proposti attraverso la sua caratteristica reinterpretazione della dissezione anatomica dei soggetti, tratteggiata con linee ultra colorate.

foto 2Il sorriso luminoso di una donna africana, i colori sgargianti dei vestiti tradizionali, lo sguardo intenso di un bambino di colore aprono sul muro di via Luini 1 una finestra sul continente nero.

Il murales realizzato ieri da noti street artists italiani si propone di attirare l’attenzione sul lavoro del CCM – Comitato Collaborazione Medica, un’organizzazione non governativa che da oltre 40 anni sostiene processi di sviluppo che promuovono il diritto alla salute in Africa. L’ultima campagna, “Sorrisi di madri africane”, lanciata nel 2011, si propone di garantire entro il 2015 una gravidanza e un parto sicuri a 200 mila mamme e assicurare vaccinazioni e cure a 500 mila bambini.

foto 4Sollecitati da Galo, 8 artisti hanno deciso di incrociare le bombolette per dare un volto alla campagna lungo i 20 metri di parete messi a disposizione da Murarte, con l’obiettivo di ricordare a chi passerà per quella via l’importante messaggio. Da una parte l’espressione intensa di due volti in primo piano realizzati da Mauro e Rems dei Truly Design, dall’altra una donna africana dipinta da Sir Two, al centro il logo del CCM riprodotto da Corn79. Tutto attorno, a completare l’opera, i caratteristici volti di Galo, i personaggi di Mr Fijodor, le donne di Roberto Policarpo aka SR, le grafiche inconfondibili di Maria Bruno aka Sister Flash e le figure robotiche di Pixel Pancho.

foto 3L’impegno però non si limita alla strada. Foto e video della giornata saranno epsosti per due settimane, a partire dal 2 aprile, al Circolo Amantes. Nell’occasione, lo spazio di via Principe Amdeo 38 ospiterà anche parte della mostra “Sorrisi di Madri Africane” di CCM e Magnum Photos, e le tele tematiche realizzate apposta dagli street artist coinvolti nel progetto, cui si aggiungeranno quelle di Reser e Werther. Partendo dal proprio tratto distintivo e dalle figure ricorrenti del loro lavoro, gli street artists offriranno una personale lettura del tema della campagna. Le opere esposte saranno messe in vendita e il 50% del ricavato verrà destinato alla Campagna Sorrisi di madri africane.foto 3

ozmo fishStili completamente differenti, ma grande stima reciproca. Nasce da questi presupposti l’alchimia artistica tra il pisano  Gionata Gesi aka Ozmo e il newyorkese trapiantato a San Francisco Jeremy Fish. Dall’incontro dei loro lavori nasce l’esposizione “From Lines To Shadows”, alla Galo Art Gallery fino al 26 gennaio. Disegni, serigrafie, grandi e piccole tele raccontano questi due mondi: da una parte i personaggi e gli animali grotteschi di Jeremy Fish, dall’altra i lavori dal forte impatto visivo, densi di messaggi, di uno delgi artisti che ha contribuito a gettar ele basi di quella che sarebbe poi diventata la street art italiana.

Equilibri instabili, funamboli su linee in bianco e nero, profili che divetano paesaggi, mondi solcati da volti stilizzati. Il Black Concept Show di Werther & Masss Petrone è ospitato dalla Galo Art Gallery di via Saluzzo 11/g, fino al 17 novembre. Il torinese Massimiliano Petrone da un lato propone curiosi animali rivisitati in chiave grafica, crendo una sorta di bestiario fantastico, dall’altro gioca con le favole. C’è il bianconiglio di Alice nel Paese delle Meraviglie e i personaggi principali di Pinocchio. Le sue linee, dense ma essenziali, si mescolano ai lavori sospesi tra grafica e pittura del milanese Werther, che racconta con ironia personaggi celebri, da Lenin a Marilyn, a Shakespeare.

MicroRecensione da LaStampa 06/11/2012

BIO degli artisti:

Massimiliano Petrone
Nato il 4 marzo 1983 a Torino. Si è diplomato nel 2003 presso il liceo artistico Renato Cottini e ha frequentato l’Accademia Albertina di Torino.
“Eclettismo, stravaganza, peculiarità fisionomiche di anime urbane hanno ispirato il mio lavoro negli ultimi anni. I prossimi progetti si baseranno sulla ricerca di evoluzione, sperimentazione e contaminazione di nuove realtà, come se fossi un cacciatore di anime in mondi visionari.”

Werther
Nato e cresciuto 33 anni fa a Milano, figlio d’arte.
Abbandono la facoltà di Disegno Industriale nel 2006, lì nizio a disegnare seriamente ma tutti i ricordi d’infanzia si muovono in mezzo a tele, colori e pennarelli…
Per ora mi interessa sperimentare il segno, cercare di creare un misto tra grafica e pittura, esasperando il punto come segno grafico… rigorosamente greyscale, tranne alcune eccezioni.
Il significato che metto nelle opere è a volte intricato, fin troppo, a volte leggero, che sfiora il no-sense. Ma di sicuro non voglio stupire, non mi interessa.
Divoro immagini e libri e la loro suggestione iconografica e fotografica.
Ora vivo a Torino e faccio un po’ di ping pong con Milano, tra mostre e visite di amici.
dopotutto son nato lì.

Alla Galo Art Gallery (via Saluzzo 11/g) si scaldano i motori per il “Black Concept Show” by Werther & Mass Petrone.
Inaugurazione fissata per il 26 ottobre, alle 17,30. La mostra durerà fino al 17 novembre.

Bio degli artisti
:
Massimiliano Petrone
Nato il 4 marzo 1983 a Torino. Si è diplomato nel 2003 presso il liceo artistico Renato Cottini e ha frequentato l’Accademia Albertina di Torino.

“Eclettismo, stravaganza, peculiarità fisionomiche di anime urbane hanno ispirato il mio lavoro negli ultimi anni. I prossimi progetti si baseranno sulla ricerca di evoluzione, sperimentazione e contaminazione di nuove realtà, come se fossi un cacciatore di anime in mondi visionari”.

Werther
Nato e cresciuto 33 anni fa a Milano, figlio d’arte.
Abbandono la facoltà di Disegno Industriale nel 2006, lì nizio a disegnare seriamente ma tutti i ricordi d’infanzia si muovono in mezzo a tele, colori e pennarelli…
Per ora mi interessa sperimentare il segno, cercare di creare un misto tra grafica e pittura, esasperando il punto come segno grafico… rigorosamente greyscale, tranne alcune eccezioni.
Il significato che metto nelle opere è a volte intricato, fin troppo, a volte leggero, che sfiora il no-sense. Ma di sicuro non voglio stupire, non mi interessa.
Divoro immagini e libri e la loro suggestione iconografica e fotografica.
Ora vivo a Torino e faccio un po’ di ping pong con Milano, tra mostre e visite di amici.
dopotutto son nato lì.

Finta l’estate, suona la campanella anche per la terza edizione di PicTurin.

Dopo le murate a Parco Dora nel mese di luglio, che hanno visto protagonisti gli italiani 2501 e Verbo, e gli olandesi Graphic Surgery, il Torino Mural Art Festival torna a dipingere la città. Partendo dalla facciata della scuola media Nievo, di fronte al 43 di corso Moncalieri. Colori sgargianti, positività e allegria sono i tratti distintivi dell’opera nata in tre giorni, dall’incontro delle bombolette del torinese Galo, di Bue The Warrior e Chase. I due artisti belgi, in città per l’inaugurazione della loro mostra “Brothers from different mothers”, ospitata dalla Galo Art Gallery, hanno accettato con entusiasmo l’invito di PicTurin.

Personaggi fantastici e immaginari, grafica dal forte impatto visivo, volti che richiamano i comics, da un lato hanno permesso di ridisegnare l’anonima parete dell’istituto, in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico. Dall’altro hanno offerto anche uno spunto didattico agli studenti. “Nell’ambito di un più ampio progetto dedicato all’educazione artistica, infatti, abbiamo dedicato dei laboratori alla street art e ai graffiti – spiega la preside Marilena Capellino –. Siamo partiti dallo studio del tratto i Keith Haring per portare poi gli studenti a realizzare una propria ‘tag’. Quella offerta da PicTurin è un’ottima occasione non solo per far vedere ai ragazzi il lavoro finito, ma anche gli artisti all’opera”.

Muro dopo muro, pezzo dopo pezzo, assume contorni sempre più definiti l’ambizioso progetto del Festival di trasformare Torino in un museo a cielo aperto, riassunto nel claim “Your City, Your Museum”, scelto dalle associazioni organizzatrici, Il Cerchio e Le Gocce, Monkeys Evolution e Style Orange. E proprio in quest’ottica, il Settore Arti Contemporanee della Città di Torino – anima istituzionale di PicTurin, assieme a MurArte e al Servizio Politiche Giovanili – sta pensando di sviluppare un articolato percorso di visita lungo le pareti realizzate nel corso delle prime tre edizioni del Festival.

 

Prima della fine della terza edizione di PicTurin sono in calendario ancora tre interventi.

Entro fine settembre tocca alla facciata laterale dell’Hiroshima Mon Amour, in via Bossoli 83, che vedrà impegnati i torinesi Mr Fijodor e Corn79. I primi due giorni di ottobre, il romano Mr Thoms porterà i suoi personaggi surreali a scuola, sule pareti dell’Istituto Fattori, in via Castellino 10.

Per il gran finale, il Festival ha in serbo un pezzo da Novanta: dal 2 al 9 ottobre, l’edificio Richelmy, tra corso Tassoni e via Del Sarto, accoglierà le linee meccaniche di Augustine Kofie, attivo nella scena di Los Angeles dalla metà degli anni Novanta.

Il calendario dice che siamo ancora in estate, il meteo lo contraddice. In ogni caso a settembre si ritorna dalle vacanze e si ricomincia a studiare, lavorare, una nuova stagione…

Dopo la pausa estiva, che poi vera e propria pausa non è stata, la street art torna a farsi sentire in città.

Al Bunker, in via Paganini, sembra essere arrivata la primavera, a giudicare da cosa sboccia sui muri, grazie a SUB URB ART 2.

Intanto URBE fa proseliti e a Chieri, l’Associazione Patchanka ne segue l’esempio, con SketchMate: una scuola dismessa – l’ex Angelo Mosso, in via Tana 21 -, un mese di tempo – dall’8 settembre a metà ottobre – per popolarla di eventi e trasformarne i muri in tele bianche. Tra gli artisti che hanno già aderito: NOx, Fabrizio Visone, Knz, Max Petrone, Orma, Sco crew, Truly design, Zork Made.

L’apertura al pubblico è fissata per sabato 8, quando in occasione della notte bianca chierese, a partire dalle 18, nel cortile della scuola si alterneranno i djs di Sweetly THE TASTE (wptmwl – sweetly) LUCH (sweetly) GAMMO (sweetly) LUCA FAVARO (freedom events).

Nel frattempo la Galo Art Gallery, di via Saluzzo 11/g, presenta la doppia mostra “Brothers From Different Monthers”  di BUE THE WARRIOR e di CHASE. Inaugurazione il venerdì 7 settembre, dalle 17,30 alle 21. La mostra rimane aperta fino al 20 ottobre.

“Last but not least” – direbbero gli anglosassoni – PicTurin torna a colorare la città, dopo gli appuntamenti di luglio a Parco Dora. Si riparte dalla parete laterale di Hiroshima Mon Amour, in via Bossoli 83, nei giorni dell’inaugurazione del locale. Protagonisti Corn79 e Mr Fijodor.

Tenetevi liberi per il pomeriggio di giovedì 7. GaloArtGallery e Square23 inaugurano in sequenza due mostre assolutamente da non perdere.

Ecco la timeline della giornata.

A partire dalle 17,30 la GaloArtGallery fa doppietta: BR1 & SEACREATIVE (resteranno in mostra fino al 21 luglio)

Il lavoro di BR1, negli ultimi anni, ha travalicato i confini cittadini ed è andato alla conquista del mondo, grazie al soggetto particolarmente incisivo che ricorre nelle sue opere, la donna musulmana, velata.

Nelle sue composizioni artistiche, BR1 utilizza il velo burka, tema di stringente attualità, spesso ancora misterioso per i non musulmani. I personaggi vengono ritratti con tipiche tonalità pop, che fanno da soggetto a texture di affissioni pubblicitarie cartacee strappate e ricomposte, che ricordano i celebri décollage di Mimmo Rotella.

Con lui ci sarà Seacreative, che nelle sue opere dà vita a un microcosmo di personaggi, che non appartengono a nessuna città, a nessun panorama urbano specifico. Volti con espressioni stupite, attonite, assenti che appartengono solo alla mente dell’artista, che rielabora spunti e suggestioni provenienti dal mondo reale, lasciando allo spettatore diverse chiavi di lettura interpretativa.

 

 

Alle 18 tocca a Square23, con “Kalaa Kaari” (“Fare arte” in Hindi), una mostra di Mattia Lullini e Raw Tella (visibile fino al 23 giugno).

Mattia Lullini e Raw Tella sono recentemente rientrati da un viaggio in India, dove per un mese e mezzo hanno disegnato, dipinto e fotografato, lavorando fianco a fianco con artisti locali. Inizialmente hanno preso parte all’organizzazione di “Extension Khirkee”, definito da The Sunday Guardian: “il primo festival di street-art dell’intera India”.  Nato quasi spontaneamente, il festival si è svolto in uno dei quartieri più difficili e socialmente interessanti di Nuova Delhi.

Successivamente Mattia e Raw Tella si sono confrontati con Hauz Khas Village, quartiere completamente diverso per vocazione e dinamiche sociali. La mostra “Kalaa Kaari” presenta una selezione di lavori originali, fotografie, documentazione e cimeli ispirati e provenienti dal viaggio appena concluso.

Con la primavera la street art torna a sbocciare, più in galleria che per strada… E anche StreetArTO torna a far germogliare le sue pagine.

Mentre alla GaloArt Gallery è in corso la mostra “The Classy Clash of Stylie Styles“, che mette insieme i lavori di Sjoco Sjon (Amsterdam) e di Sister Flash (Torino)

Xel inaugura la sua personale alla POW Gallery, affiancando i “cavalli di battaglia”, o meglio i pulcini, a nuovi lavori (il trittico delle carte da gioco), con un rimando alle origini da writer.

Da Square23, il milanese Andrea Mattoni espone “Reblogging“, con la sua visione del web dipinta su tela, muri e copertine di CD.

Domani (venerdì 20 aprile) da Amantes inaugura “Vecchie e nuove resistenze“, personale di Xumia, che a ridosso del 25 aprile propone una propria riflessione sul significato attuale della parola “Resistenza”.

Buona visione!

Photo by Stefano GuastellaKraser & Valentina Brostean show, “Visions off an Empty Mind“, sarà visitabile alla Galo Art Gallery fino al 30 marzo (resterà però chiusa dal 2 al 12 marzo).

 

Qui sotto una rapida visita virtuale alla mostra:

Disturbante. È sicuramente la prima definizione che affiora alla mente visitando la mostra “Visions off an Empty Mind”, alla Galo Art Gallery fino al 30 marzo.

Ci sono teschi e figure grottesche, rimandi onirici e personaggi surreali, spiazzanti, talvolta inquietanti. Tele dense, dove mondi fiabeschi incontrano l’arte urbana, animali incompiuti si intrecciano a volti e arti umani, trasmettendo un senso di instabilità e precarietà. Le facce diventano maschere, le principesse si calano nella realtà, hanno smesso da tempo di attendere il principe azzurro.

I lavori di Kraser e Valentina Brostean si completano e si integrano in modo armonico. L’azzardo di Galo, che ha deciso di esporre assieme due artisti apparentemente così diversi e che non si conoscevano, è stato vincente. Il risultato è un percorso a corrente alternata, in cui la scossa arriva puntuale a ogni passaggio da un artista all’altro.

Kraser, artista multidisciplinare e disegnatore pubblicitario di Cartagena, è da sempre impegnato a rafforzare l’arte urbana come movimento artistico. Le lettere hanno sempre svolto un ruolo predominante nel suo lavoro “street”, ma appare altrettanto a suo agio quando si muove sulle tele, dove proliferano animali reali e mitologici, sospesi tra epica e attualità. Valentina Brostean è nata a Novi Sad, è pittrice e illustratrice e a Torino ha trovato la sua oasi creativa. Ispirata dalla cultura urbana e dalla scuola californiana di pop-surrealismo, si dice “attratta dalla bellezza insolita e a volte bizzarra nascosta negli aspetti grotteschi della vita”. È lì che nascono le sue creature, che spesso rappresentano degli “autoritratti”, storie autobiografiche dal sapore fantastico.

Dopo un’immersione nelle 50 tele dense tanto cromaticamente quanto da un punto di vista di storie e messaggi, ormai all’uscita della galleria, è inevitabile soffermarsi a contemplare l’uovo di porcellana decorato da Kraser. Un volto inquietante prende forma tra un intricato intreccio di peli striati di grigio e blu intenso. Disturbante. Fino in fondo.

Da La Stampa del 27 marzo 2012