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DSCN3288Uno sorride beffardo, l’altro ha un naso da clown. E poi c’è quello che stringe tra i denti una presa per l’elettricità. Sono i volti che da due giorni si affacciano lungo la scalinata della stazione Nizza della metropolitana.

L’installazione porta la firma Urbansolid, duo di street artist milanesi, che ha introdotto la tridmensionalità nell’arte urbana, passando dal graffito all’altorilievo. A Torino per la personale “Cemento”, che inaugura oggi pomeriggio (mercoledì 30 gennaio) alle 18 nella galleria Square 23, di via San Massimo 45, i due hanno colto al volo la possibilità di lasciare una firma in città. L’occasione è stata offerta dal progetto NizzArt, ideato dall’associazione URBE, in collaborazione con Torino True e col sostegno della Circoscrizione 8, mirato alla riqualificazione artistica di via Nizza. Dopo i primi interventi realizzati intorno a via Lugaro, col sostegno della “Stampa”, firmati da Agostino Iacurci, Moneyless e BR1, il progetto continua a crescere. E scende nell’underground torinese, che da semplice luogo di transito si trasforma in spazio espositivo. Come avviene nelle grandi capitali europee, da Londra a Berlino.

DSCN3296I viaggiatori che ogni giorno riemergono dal ventre della metropolitana in piazza Nizza, avranno la possibilità di incrociare volti nuovi. Quelli realizzati con calchi in gesso dagli Urbansolid. “Cerchiamo di metterci un po’ di ironia, senza rinunciare al messaggio – spiegano i due artisti –. Tutto è iniziato al Salone del Mobile di Milano nel 2010: in occasione del fuori-salone abbiamo installato una serie di teste che emergevano dal pavimento, tappandosi il naso in segno di protesta. A terra però erano poco visibili e troppo facili da portare via, così abbiamo introdotto la variante sul muro”. Messaggi diretti, che uscendo dalla parete vanno incontro ai passanti, invadendo in maniera ancora più audace lo spazio urbano.

In attesa di veder germogliare altre loro opere in città, la mostra curata da Giovanna Lacedra è un’ottima occasione per apprezzare il percorso artistico degli Urbansolid. Percorso che parte proprio dal “cemento” del titolo: è da lì che sbocciano e si affacciano le loro provocazioni, a metà strada tra lo spazio e la parete.

L’Italia giusta” afferma Bersani dai pannelli pubblicitari sparsi per la città.

BR1 l'italia giusta- low3 - web

L’Italia giusta?” si chiede, di rimando, BR1.

Torino, gennaio 2013.
Intervento su manifesto pubblicitario con carta.

Sparita in strada, torna in carcere.

Dall’organizzazione di The Others ci fanno sapere… ”a proposito dell’opera censurata di BR1… BR1 parteciperà a The Others e riprodurrà proprio l’opera censurata nell’area comune del carcere (nella zone del cortile, dove ci saranno attività e performance nel Teatro e dove sarà allestita l’aera ristoro)“.

Dunque chi l’ha persa in strada, potrà ritrovarla dal 9 all’11 novembre nell’ex carcere Le Nuove.
Non solo. BR1 sarà protagonista assieme a GEC di PUBLIC/PAPERS (Cella C16).
Questo il testo di presentazione del progetto:
“Public/papers rappresenta la riflessione degli artisti GEC e BR1 sull’utilizzo della carta all’interno della società, in momenti e con metodi diversi tra loro. Tra le migliaia di lavorazioni di tipo cartaceo che circondano la nostra quotidianità, l’analisi degli artisti è stata incentrata sui biglietti gratta&vinci e sui manifesti pubblicitari, diversi tra loro ma accomunati dal fatto di esistere solo se prodotti su larga scala e facilmente reperibili nel contesto urbano. Tale riflessione nasce dall’incremento esponenziale delle vendite di gratta&vinci nei luoghi pubblici e dall’ intensificarsi della presenza dei manifesti pubblicitari di tipo commerciale. L’elevato quantitativo di materiale prodotto ogni giorno viene raccolto, esaminato, sperimentato e ricollocato in un contesto pubblico con una finalità di tipo artistico, prima che questo ritorni ad essere automaticamente un rifiuto. GEC ha raccolto circa 12.000 gratta&vinci grazie ad un progetto partecipato in cui, servendosi dei social network, ha coinvolto tabaccherie e singoli individui su tutto il territorio nazionale per raccontare, disegnando e colorando i gratta&vinci stessi, un’Italia industriale al tramonto, su cui sta lentamente calando il buio. BR1, strappando dai pannelli pubblicitari i manifesti scaduti, realizza grandi opere pubbliche applicando i suoi poster sul decollage stesso,  trasformando così un elemento del corredo urbano strettamente commerciale in spazio artistico restituito alla collettività”.

Dopo la parentesi delle girandole veneziane, il progetto di Gec sui gratta&vinci trova finalmente una forma definitiva.

 

Le grandi donne velate dello street artist BR1 sono ormai entrate a far parte del panorama urbano cittadino. Capita spesso di vederle, con burqua e niquab, stagliarsi coi loro colori intensi sui grandi pannelli pubblicitari torinesi.

Mercoledì scorso, l’ultimo intervento di BR1 è stato realizzato su un cartello di proprietà del Comune, nel parcheggio tra via Piave e via Caro Ignazio Giulio, su cui era affisso un manifesto scaduto da tempo. Il volto di una donna coperto da un niquab verde e azzurro, sullo sfondo otto stick di rossetto e tra questi un proiettile giallo. Il poster voleva essere un’opera di solidarietà verso la popolazione siriana e le donne in particolare: l’uso del rossetto è ormai comune nella grande maggioranza dei paesi musulmani, l’aggiunta del proiettile rappresentava il collegamento ad uno stato di soggiogamento militare. Sul suo blog, BR1 svela la fonte d’ispirazione dell’intervento, caricando tra le immagini del suo poster un video sulla repressione di una manifestazione in Siria. A rendere ancora più forte il messaggio, il contrasto con un vicino manifesto politico, parzialmente strappato, dove si leggeva: “– clandestini. Prima il Nord!”.

Tutte le opere di street art sono per definizione effimere, destinate a sparire, si consumano lentamente, ma inesorabilmente. In questo caso però, il destino del poster è stato decisamente più fulmineo. Il giorno stesso il “pezzo” di BR1 è stato coperto con carta blueback, quella utilizzata per i manifesti d’affissione, meticolosamente disposta a coprire il soggetto. Certo l’affissione non era autorizzata e come possono essere coperte le pubblicità scadute con il retro blu dei manifesti a maggior ragione poteva esserlo il poster di BR1. Si aggiunga pure il soggetto particolarmente forte e la possibilità di fraintendimenti. Quello che stupisce è la rapidità d’intervento della Città, di solito particolarmente attenta alla scena della street art torinese. La motivazione di tanta sollecitudine è fornita da Vincenzo Panetta del Servizio Affissioni del Comune: “La richiesta ci è arrivata dalla Circoscrizione 1, abbiamo controllato e non essendo un’affissione autorizzata abbiamo provveduto”. Motivazione che coglie alla sprovvisata Massimo Guerrini, Presidente della Circoscrizione: “Dai nostri uffici non è stata inoltrata nessuna richiesta in tal senso. Se poi un consigliere passando nel parcheggio ha visto il poster e ha telefonato all’ufficio competente, io non posso saperlo”.

La mia ricostruzione della vicenda, sulle pagine del La Stampa di oggi (mercoledì 24 ottobre 2012).

 

Mostra censurata

Pubblicato: 21/10/2012 in Artisti, Uncategorized
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Solo tre giorni fa avevamo postato l’immagine dell’intervento di BR1 dietro via Bligny, intitolato “proiettili” (vedere post precedente).  Solo due giorni dopo mi è arrivata una mail di BR1, con questo allegato:

 

Il commento lo lascio alle parole di BR1: “A me piace quando l’opera scompare piano piano, ma inesorabilmente. Però un atto del genere mi colpisce perché è evidente il fine di censura“.

Chi si è preso la briga di coprire così meticolosamente il lavoro di BR1? e perché gli dava così fastidio?

 

BR1 continua ad allestire la propria personale per le strade di Torino.

Luogo: parcheggio dietro via Bligny

Titolo: “Proiettili” (3 x 6 metri)

è bello protestare

Pubblicato: 14/10/2012 in Artisti, Uncategorized
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Continua il lavoro di BR1 sui cartelloni pubblicitari. Collage, decollage, messaggi modificati…

In questo caso marker on advertising:

BR1 & Seacreative, alla Galo Art Gallery fino al 21 luglio

In un primo momento è l’impatto cromatico a colpire il visitatore. Da una parte il murale di Seacreative, col suo arancione penetrante, dall’altra una cascata azzurra di carta accartocciata.

Quindi emergono le linee, i dettagli, le immagini. Sulla parete si delinea lo sguardo attonito tipico dei personaggi che popolano la mente e le opere di Sea. Osservata più attentamente, l’installazione di BR1 è un serpentone che risale sulla balconata della Galo Art Gallery, fino al piano superiore. Un enorme intestino, composto da rotoli di carta dei pannelli pubblicitari, che si srotola fino a liberare frammenti di poster, schegge di immagini e parole. La sensazione è quella di entrare nel ventre creativo dell’artista, che nelle sue opere gioca con i messaggi dei cartelli pubblicitari.

Abituato lo sguardo all’impatto abbagliante di questi due grandi pezzi di benvenuto, si iniziano scorgere le tele: occhi intensi che spuntano dietro un velo, nelle donne musulmane di BR1; personaggi sospesi tra quotidianità metropolitana e paesaggi onirici sulle tele di Seacreative.

Su una parete un mosaico di fotografie mostra le opere dei due street artist nel loro habitat naturale: i muri delle città.

Si iniziano a unire i puntini e l’insieme che emerge è dirompente. Più che rinchiudere la street art tra le pareti di una galleria, l’esposizione visibile fino al 21 luglio sembra essere riuscita nell’intento di aprire la galleria alla strada.

A questo punto la visita può avere inizio. Ci si può immergere nei dettagli che popolano le tele di Seacreative; ci si lascia spiazzare dalle donne musulmane di BR1, che addentano hamburger, sfoggiano guantoni da boxe o impugnano banane come fossero pistole.

Tra tele colorate e quadri in bianco e nero si delinea il lavoro di ricerca dei due artisti. Tratti netti per raccontare sfumature, la donna musulmana come paradigma, uomini sospesi, la chiave fumettistica per dar forma a input metropolitani, il decollage dei cartelloni pubblicitari per rubare spazi nelle pause di disattenzione dei passanti occasionali.

Da La Stampa del 12.06.2012

Tenetevi liberi per il pomeriggio di giovedì 7. GaloArtGallery e Square23 inaugurano in sequenza due mostre assolutamente da non perdere.

Ecco la timeline della giornata.

A partire dalle 17,30 la GaloArtGallery fa doppietta: BR1 & SEACREATIVE (resteranno in mostra fino al 21 luglio)

Il lavoro di BR1, negli ultimi anni, ha travalicato i confini cittadini ed è andato alla conquista del mondo, grazie al soggetto particolarmente incisivo che ricorre nelle sue opere, la donna musulmana, velata.

Nelle sue composizioni artistiche, BR1 utilizza il velo burka, tema di stringente attualità, spesso ancora misterioso per i non musulmani. I personaggi vengono ritratti con tipiche tonalità pop, che fanno da soggetto a texture di affissioni pubblicitarie cartacee strappate e ricomposte, che ricordano i celebri décollage di Mimmo Rotella.

Con lui ci sarà Seacreative, che nelle sue opere dà vita a un microcosmo di personaggi, che non appartengono a nessuna città, a nessun panorama urbano specifico. Volti con espressioni stupite, attonite, assenti che appartengono solo alla mente dell’artista, che rielabora spunti e suggestioni provenienti dal mondo reale, lasciando allo spettatore diverse chiavi di lettura interpretativa.

 

 

Alle 18 tocca a Square23, con “Kalaa Kaari” (“Fare arte” in Hindi), una mostra di Mattia Lullini e Raw Tella (visibile fino al 23 giugno).

Mattia Lullini e Raw Tella sono recentemente rientrati da un viaggio in India, dove per un mese e mezzo hanno disegnato, dipinto e fotografato, lavorando fianco a fianco con artisti locali. Inizialmente hanno preso parte all’organizzazione di “Extension Khirkee”, definito da The Sunday Guardian: “il primo festival di street-art dell’intera India”.  Nato quasi spontaneamente, il festival si è svolto in uno dei quartieri più difficili e socialmente interessanti di Nuova Delhi.

Successivamente Mattia e Raw Tella si sono confrontati con Hauz Khas Village, quartiere completamente diverso per vocazione e dinamiche sociali. La mostra “Kalaa Kaari” presenta una selezione di lavori originali, fotografie, documentazione e cimeli ispirati e provenienti dal viaggio appena concluso.

In attesa di inaugurare la mostra (condivisa con Seacreative) alla GaloArtGallery (appuntamento il prossimo 7 giugno), Br1 lascia il segno in via Sacchi (all’angolo con via Governolo).

Questa volta ad essere “velate” non sono le “sue” donne, ma un pannello pubblicitario. Più che velato, il pannello è stato letteralmente impacchettato. Se l’operazione vi ricorda qualcuno non è un caso, nel titolo c’è la citazione: “Christo Reloaded“. L’artista americano è solito impacchettare palazzi e monumenti, Br1 ha deciso di impacchettare, almeno simbolicamente, città intere: le città visibili. Che grazie al suo intervento tornano “invisibili”, con somma gioia di Italo Calvino

Così su La Stampa del 30/05/2012 – Cronaca di Torino: